domenica 28 agosto 2011

10 mila proiettili contro una Porsche: aveva problemi di raffreddamento - Video -

10mila proiettili contro una Porsche 911 colpevole di dare continuamente problemi al suo proprietario. L’automobile cede a poco a poco sotto i colpi di 140 armi di diverso calibro: i vetri saltano e la fiancata sinistra perde colore e forma fino a ridursi a una carcassa. E’ successo in Massachusetts, negli Stati Uniti, dove un “benefattore” anonimo ha deciso di donare l’automobile a un’associazione di appassionati di armi. L’uomo era stanco dei continui inconvenienti: la vettura aveva un problema al motore, in particolare al sistema di raffreddamento. Gli interventi di riparazione non hanno dato l’effetto sperato e così lo statunitense ha deciso di disfarsi della Porsche. Per vendicarsi dell’auto, che gli era costata 80mila dollari, ha però deciso di metterla nelle mani di provetti cecchini.

Rubavano cadaveri e li mangiavano


Nell’immaginario collettivo il cannibalismo è legato all’inquietante personaggio interpretato magistralmente da Anthony Hopkins nel “Silenzio degli innocenti”. Ma la notizia che arriva dal Pakistan è a dir poco inquietante e purtroppo non ha nulla a che vedere col cinema.

A Kohar Kalan, villaggio pachistano poco distante dai confini con l’India, la Polizia ha arrestato due fratelli di mezza età, con l’accusa di aver trafugato le salme di alcune persone decedute da poco e di averle mangiate.

La macabra scoperta è avvenuta grazie ai genitori di una ragazza di 24 anni, deceduta poco tempo fa a causa di un tumore, che avevano denunciato la scomparsa della salma. La Polizia, dopo aver svolto le indagini, ha individuato i presunti colpevoli che, dopo essere stati trovati in possesso di un’ascia e del cadavere della povera ragazza, mancante di una gamba, hanno subito confessato.

I poliziotti si sono detti sconvolti dall’accaduto, affermando di trovarsi di fronte al reato più orribile della loro carriera. Purtroppo a volte la realtà supera di gran lunga la fantasia.

sabato 27 marzo 2010

Clero pedofilo e Chiesa dello scandalo: fango sul Vaticano dopo padre Murphy

E' un dato di fatto. 
Per ragioni oscure, nel clero il numero di pedofili è clamorosamente alto. Forse perché il demonio sceglie di tentare chi piu' "è vicino" a Dio, o forse perché molte vocazioni sono tutt'altro che autentiche, o forse per qualche altra ragione che sfugge a qualsiasi logica umana.
E' bene ricordare le sconcertanti dichiarazioni dell’osservatore permanente presso le agenzie dell’Onu a Ginevra, monsignor Silvano Tomasi, che nel settembre 2009 ebbe a dire, testuali parole, che "solo tra l'1,5 ed il 5% del clero cattolico risulta essere stato coinvolto in casi di abusi su bambini". Solo? 5%? Uno su venti?
Se applicassimo un'analoga percentuale all'intera popolazione italiana, dovremmo dedurne che oggi in Italia risiedono qualcosa come tre milioni di pedofili, cosa che fortunatamente appare piuttosto irrealistica.
E' difficile portare il proprio figlio da un prete, quando si sa che c'è un 5% di probabilità di metterlo nelle mani di un pedofilo.

Sempre a Ginevra, dinanzi al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il portavoce del Vaticano riusci' a dichiarare che comunque, nella maggioranza dei casi di abuso riguardanti il clero cattolico, non si tratterebbe affatto di pedofili, ma soltanto di omosessuali con una certa attrazione verso gli adolescenti.
Oggi come allora, il Vaticano sembra piu' impegnato a sminuire la gravità del fenomeno pedofilia nella Chiesa, che a combatterlo con la determinazione ed il coraggio necessari. Un evidente indizio di questa attitudine è la tendenza a ricordare che la maggioranza dei casi di abusi sui minori si verificano in famiglia e che anche nelle Chiese non cattoliche esiste il problema della pedofilia.
Da ultimo, il caso di "padre" Murphy, stupratore seriale capace di abusare di 200 bambini. Non è mai stato punito. Il Vaticano, secondo la ricostruzione del New York Times, ha spiegato che Murphy, al momento in cui il suo caso è stato valutato dalla Chiesa, era ormai molto malato e che tanto tempo era trascorso dai quei fatti, ragione per la quale è stato deciso di non retrocederlo allo stato laicale né punirlo in altro modo.
Lo stesso quotidiano americano accusa oggi il Pontefice Ratzinger ed il Segretario di Stato Bertone di essere stati tra coloro che decisero di non agire contro "padre" Murphy. Il Vaticano ed in particolare l'Osservatore Romano parlano di accuse ignobili ed infondate, negano qualsiasi insabbiamento, ma non contestano la ricostruzione del New York Times sulla scelta della Chiesa di non punire Murphy con le sanzioni previste dal diritto canonico per i tanti abusi di cui era stato artefice.
Fonte:Sostenibile

venerdì 26 marzo 2010

Pedofilia, dagli Usa accuse a Ratzinger

La vicenda fu segnalata all'attuale papa nel 1996.

Il vaticano: mai proibite denunce di abusi

Un sacerdote americano negli anni '50 violentò almeno 200 bambini sordi: non fu mai sanzionato né punito



Un sacerdote americano negli anni '50 violentò almeno 200 bambini sordi: non fu mai sanzionato né punito

Benedetto XVI (Afp)
Benedetto XVI (Afp)
MILANO - Le gerarchie ecclesiastiche non presero le misure necessarie contro un religioso del Wisconsin che aveva abusato sessualmente di qualcosa come 200 ragazzini di un prestigioso istituto per sordi; e questo nonostante i vescovi americani avessero ripetutamente avvertito la Santa Sede che la vicenda avrebbe potuto creare grave imbarazzo alla Chiesa. È quanto emerge da documenti ecclesiastici in possesso pubblicati dal New York Times. Dalla corrispondenza interna dei vescovi del Wisconsin al cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI, risulta - scrive il quotidiano - che le autorità ecclesiastiche, mentre discutevano se il sacerdote dovesse essere sconsacrato, avevano come «principale preoccupazione quella di proteggere la Chiesa dalla scandalo» (tutti i documenti sul sito del Nyt). Le norme della Chiesa non hanno «mai proibito la denuncia degli abusi sui minori alle autorità giudiziarie» è la posizione espressa dal Vaticano sul caso, attraverso padre Federico Lombardi. L'Osservatore Romano da parte sua difende il Pontefice, definendo le accuse del New York Times un «ignobile intento di colpire» Benedetto XVI. «Come si può facilmente dedurre anche leggendo la ricostruzione fatta dal New York Times, sul caso di padre Murphy non vi è stato alcun insabbiamento» afferma il quotidiano vicino alla Santa Sede.
LA VICENDA NEGLI ANNI '50 - Il caso è quello di un sacerdote americano, padre Lawrence C. Murphy, che lavorò in una rinomata scuola per sordi tra il 1950 e il 1974. Nel 1996 il cardinale Ratzinger, alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, non rispose a due lettere sulla vicenda inviate dall'arcivescovo di Milwaukee Rembert G. Weakland. Dopo otto mesi il suo vice, cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato vaticano, incaricò i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento di padre Murphy. Ma Bertone, secondo il quotidiano, fermò il processo dopo che padre Murphy scrisse personalmente al cardinale Ratzinger spiegando che non avrebbe dovuto essere messo sotto processo perché pentito e in cattive condizioni di salute: «Voglio semplicemente vivere quello che mi resta nella dignità del mio sacerdozio», scrisse padre Murphy, prossimo alla morte. Il quotidiano ha ottenuto i documenti, tra cui le lettere tra i vescovi e il Vaticano, dagli avvocati che rappresentano i cinque uomini che hanno avviato quattro diverse cause contro l'arcidiocesi di Milwaukee. Padre Murphy non ricevette mai punizioni o sanzioni, ma fu trasferito in segreto in varie parrocchie e scuole cattoliche ed è morto nel 1998.
«VITTIME VULNERABILI» - Interpellato dal New York Times, il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha spiegato che la salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione di non punirlo. Si tratta di «un caso tragico - aggiunge Lombardi -, che ha coinvolto vittime particolarmente vulnerabili che hanno sofferto terribilmente per quello che lui ha fatto. Abusando sessualmente di bambini che erano menomati nell'udito, padre Murphy ha violato la legge e, cosa ancora più importante, la sacra fiducia che le vittime avevano riposto in lui». «Durante gli anni '70 - spiega ancora il portavoce vaticano -, alcune delle vittime di padre Murphy hanno riferito i suoi abusi alle autorità civili, che investigarono su di lui a quel tempo; comunque, secondo le notizie riportate, quell'indagine fu lasciata cadere. La Congregazione per la dottrina della fede non fu informata dei fatti fino a venti anni dopo».
«MAI PROIBITO DENUNCE» - Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che «il diritto canonico non prevede punizioni automatiche, ma raccomanda che venga condotto un giudizio non escludendo anche la maggiore pena ecclesiastica, la riduzione allo stato laicale». Ma, sottolinea, le norme della Chiesa non hanno «mai proibito la denuncia degli abusi sui minori alle autorità giudiziarie». «È stato suggerito - continua padre Lombardi nella nota - che esiste una relazione tra l'applicazione della Crimen sollicitationis (documento del 1962 del Sant'Uffizio che stabiliva la procedura da seguire nei casi di molestie sessuali in sede di confessione, ndr) e il fatto di non aver riferito in questo caso degli abusi sessuali alle autorità civili». «In realtà - spiega -, questa relazione non esiste. Infatti, contrariamente ad alcune affermazioni circolate sulla stampa, né la Crimen sollicitationis né il Codice di diritto canonico hanno mai proibito la denuncia degli abusi sui minori alle autorità giudiziarie». Padre Lombardi rileva che «nei tardi anni '90, dopo che oltre di due decenni erano passati da che l'abuso era stato riferito ai dirigenti diocesani e alla polizia, la Congregazione per la dottrina della fede fu interessata per la prima volta della questione di come trattare canonicamente il caso Murphy. La Congregazione - aggiunge - fu informata della questione perché essa coinvolgeva l'adescamento nel confessionale, che è una violazione del Sacramento della penitenza. È importante notare che la questione canonica sottoposta alla Congregazione non era collegata a nessuna potenziale procedura civile o penale contro padre Murphy».
«MORì QUATTRO MESI DOPO» - «Alla luce del fatto che padre Murphy era anziano e in salute molto precaria, e che viveva in isolamento e senza altre accuse di abusi riferite in oltre venti anni, la Congregazione per la dottrina della fede suggerì che l'arcivescovo di Milwaukee valutasse di affrontare la situazione, ad esempio limitando il pubblico ministero di padre Murphy ed esigendo che egli accettasse la piena responsabilità della gravità dei suoi atti» afferma ancora padre Lombardi -. Padre Murphy morì approssimativamente quattro mesi dopo, senza che altro accadesse».
Fonte: Corriere.it

martedì 23 marzo 2010

Tapiro e maglia rossonera a Balotelli! Tentato Dal Milan?

Blitz di Staffelli di "Striscia la notizia". Sulle mancate convocazioni: «Non lo so, saranno più forti gli altri»

«Dovete chiedere a chi sta più in alto di me. Non lo so, saranno più forti gli altri». Così Mario Balotelli ha risposto all'inviato di Striscia la notizia Valerio Staffelli che gli chiedeva delle mancate convocazioni contro il Chelsea e il Palermo. L'occasione per strappare un commento a Supermario è stata la consegna del Tapiro d'oro, andata in onda lunedì. L'attaccante interista ha negato di avere cantato l'inno del Milan negli spogliatoi ma l'inviato del tg satirico gli ha comunque consegnato una riproduzione fedelissima della sua maglia in versione rossonera. Maglia subito indossata dal bomber. Infine, a Staffelli che gli chiedeva se l'esclusione con il Chelsea avesse rappresentato una vittoria per Mourinho, si è limitato a replicare: «Chi è che ha vinto? Macché Mourinho, ha vinto la squadra».


L'AGENTE: «È UNO SCHERZO» - Polemico Mino Raiola, agente di Balotelli, che si è detto «molto deluso» dal livello della trasmissione e auspicando «un po' di pace attorno al ragazzo». «Tutto è nato da uno scherzo, loro non capiscono che ne stanno facendo una cosa più grossa di quello che è - ha detto Raiola -. Sono molto deluso dal livello di Striscia la notizia. Spero che i tifosi capiscano che è tutto uno scherzo. Lui vuole migliorare il rapporto, però servono le due parti per migliorarlo. Non può farlo da solo» ha aggiunto il procuratore. E i rapporti con Moratti? «Io ho fiducia nel presidente - sottolinea Raiola -, non è una persona che chiacchiera invano. Non posso accusarlo di dire una cosa e farne un'altra. Lo stesso vale da parte sua nei miei confronti. Moratti vede in Mario un ragazzo che vuol far crescere nell'Inter». Quanto all'esclusione di Balotelli, l'agente non vuole entrare nel merito, «ma non credo - afferma - che ci sia una situazione come dite voi. Speriamo che il tempo risolva tutto».
Qui di segito il video della consegna del tapiro



lunedì 22 marzo 2010

Gianluca Falduto Pedofilo e latitante... Su Facebook...Questa è l' Italia

 
Il mio ex marito l’ho sbattuto fuori di casa nel 2003 e cioè quando ho compreso, con molto dolore e rabbia, che aveva ripetutamente abusato della nostra bimba di 3 anni”. E’ una storia triste, di grande sofferenza e per molti versi ingiusta in modo assurdo quella di una giovane mamma della provincia di Monza. Una donna che ha sopportato con forza e coraggio 35 interminabili udienze che, attraverso tutti e tre i gradi di giudizio, hanno portato alla condanna a 6 anni e 2 mesi di un padre-pedofilo al momento latitante. Nei processi, sottolinea la donna, i giudici sono stati molto meticolosi ed hanno convocato numerosi esperti per effettuare sulla bimba le perizie psicologiche e psichiatriche del caso . Purtroppo, però, la giustizia italiana ha mostrato ancora una volta le sue enormi ed incredibili falle. In primis sembra decisamente troppo blanda la condanna (inizialmente di 8 anni e 3 mesi ma poi portata a 6 anni e 2 mesi visto che, la fedina penale del pedofilo, risultava pulita). In secundis perché, il padre-orco, dopo la denuncia della propria ex moglie, l’ha più volte minacciata di morte. Il nome dell’uomo è Gianluca Falduto e, a quanto è stato successivamente scoperto dalla ex compagna, l’ex imprenditore edile di origine calabrese aveva anche fondato un gruppo su facebook (probabilmente con scopi di lucro). Il gruppo in questione si chiama “Regala un click ad un bimbo sordo” e, al momento, ha oltre 200.000 iscritti. Il “caso” ha voluto che, dopo gli articoli dettagliati usciti su giornali come il Corriere della Sera e Visto e dopo l’intervista che la signora ha rilasciato alla trasmissione Rai “I fatti vostri”, il suo amministratore unico (e cioè il sig. Falduto) si cancellasse dal noto social network. Incredibilmente, la polizia postale, non è riuscita a scoprire nulla e al momento il pedofilo  circola indisturbato. Condannato in via definitiva dalla corte di Cassazione il 29 ottobre scorso, Falduto si è infatti reso fin da subito irreperibile alle autorità; concedendosi anche il lusso di frequentare facebook fino allo scorso 27 febbraio (giorno della cancellazione del suo account). Proprio nel mese di febbraio, la madre della piccola che subì gli abusi nel 2002-2003, ha stampato diversi manifesti con nome, cognome e fotografia dell’ex marito latitante.
Quando mi sono accorta che agiva anche su quel social network e che poteva quindi adescare altri bimbi mi sono detta che dovevo fare qualcosa per avvertire tutte le altre potenziali vittime”; ha infatti raccontato la donna.




INTERCETTAZIONI AGGHIACCIANTI
Da brividi le intercettazioni che svelano la cinica e disumana confessione dell’uomo. Parlando del suo crimine, Falduto commenta con frasi del tipo “Eh ma non è mica morto nessuno” e “I bambini non scrivono il copione della propria vita fino agli 11 anni”. Poi altre giustificazioni assurde come : “bisognava farle capire la differenza tra i sessi” ed accuse rivolte alla moglie del tipo “ma tu non venivi mai a letto con me”. Un pedofilo accertato e condannato dalla cassazione lo scorso ottobre è ancora libero e può rovinare la vita ad altri piccoli innocenti. L'appello dell'ex moglie è molto semplice:"Aiutatemi a trovarlo per fare giustizia e per evitare che altri bimbi siano vittime delle sue perversioni".

venerdì 26 febbraio 2010

11 Settembre 2001 " L'inganno Globale "





Ciao a tutti!
Benvenuti nel mio blog!      
Come primo argomento volevo parlarvi proprio sulle censure che ci son state sui gravissimi attentati dell' 11 settembre 2001!
dopo quasi 10 anni ancora ci son molti lati oscuri !
Vi invito quindi a vedervi questo documentario  che spiega come sia impossibile che le torri gemelle siano crollate per gli incendi che si son sviluppati ! Ed in esclusiva ci sono le interviste ai primi soccorritori!In più viene spiegato anche l'impossibilità che fossi stato un aereo a colpire il pentagono!
vi invito a sedervi tranquilli e guardarvi nei minimi dettagli questo documentario che vi farà scoprire tutta la verità!
Buona visione a tutti!

Ecco il link per la visione:11 Settembre. L'inganno Globale